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domenica 13 ottobre 2019
giovedì 18 luglio 2019
sabato 22 agosto 2015
Singin' in the rain
Oggi niente febbre. Ieri ho guardato Cantando sotto la pioggia. Una prima considerazione sui denti di Gene Kelly, abbacinanti: lo splendore di un sorriso che è già invito alla più scrupolosa igiene orale. Il film a tratti è un pastiche con morale della favola statunitense, cioè postmoderno e decrepito insieme. Non a caso, l'ottimismo di chi ce l'ha fatta (il divo Don Lockwood) non esclude i dubbi sulla propria identità artistica, e la malinconia del pagliaccio condannato a far ridere il suo pubblico. Una certa introspezione da diporto, tanto per drammatizzare il lieto fine annunciato e i milioni che, dal 1952, continuano a piovere. Più che altro, ho visto in Gene Kelly e Donanld O'Connor due superbi e affiatatissimi ballerini. L'agiografia ufficiale racconta che il primo girò la scena famosissima con la febbre a 39,4. Io a 37,5 barcollo e fatico a metter su il pentolino per il Vicks Tripla Azione. Ma, è chiaro, se vivessi a Hollywood smaltirei il virus ballando un tip tap.
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