giovedì 20 agosto 2015

La tonsilla destra, e facebook

Mi ha svegliato un forte mal di gola e il ricordo dello spray propoli tra i medicinali. Trovo sempre una buona scusa per non dormire, anche quando non c'è da scrivere. In verità avrei da correggere, revisionare, e spedire, ma ho rimandato i lavori di segreteria alla settimana prossima, tanto per rimettere su un po' di fiducia. E' una questione di energie spendibili, e al momento sono in riserva. Gente addentro al sistema mi ha rivelato che gli editori, ancor prima di leggere un inedito, considerano il numero di amici facebook del candidato, in modo da stimare una prima base di acquirenti. Mi sono messo subito una mano sulla coscienza, e ho iniziato una meticolosa escavazione col piccone e la pala del Trova amici. Tra i reperti rinvenuti, la maestra delle elementari, una Federica di cui mi innamorai a otto anni, la solita teppaglia rimossa, e una psicologa a cui ho preferito non inoltrare richieste di nessun tipo. In tre giorni sono passato da 105 a 146 amici, e già comincio a guardare con interesse le persone che "potrei conoscere".

martedì 4 agosto 2015

La pizza esistenziale

Sono uscito di casa per reagire a un senso di nausea spossatezza estraneità al mondo e spreco catastrofico di risorse. Anche per non lavare i piatti e perché non avevo alcuna intenzione di cucinare. In pizzeria, il galoppino palestrato che di solito mi vede in ciabatte aprirgli la porta dell'ascensore e allungargli una mancia simbolica (ma a lui i simboli piacciono), non credeva ai propri occhi. Ne ha subito approfittato per mostrare ai padroni (il pizzaiolo e l'uomo delle comande) quanto siamo in confidenza: si è lagnato di una fitta al cuore (gli anabolizzanti?), ha ammesso la dipendenza dall'esercizio fisico, nonostante la staticità del lavoro al manubrio etc. Tutto lì vicino alla cassa, dove c'è una piccola panca per l'attesa. Mi ci sono seduto, adagio, come per uno svenimento al rallentatore. Potevo comunque assistere alla preparazione della pizza, e lo psichismo serale si è dissolto nello spargimento di ingredienti, con la voce del galoppino fuori campo. Sì, mi è anche venuto un po' di appetito.

martedì 28 luglio 2015

Estate

Ho cominciato, così spero, l’esplorazione del Sinis. Zona pericolosa, di sciagure balneari: la costa occidentale è nota per gli annegamenti in riva. La puntata a S’acqua mala (Maimoni) ci ha impressionati, una litorale di quarzi, abbacinante, e il mare cobalto. A Cabras, il paese dello stagno (e dei muggini), gente torva, un’atmosfera piena di rancori e noia alcolizzata; bar squallidi, perlopiù. Si respira l’ostilità per il forestiero, la ripugnanza per il concetto stesso di turismo. Nel chiedere informazioni ho confuso una pasticceria con il forno del pane, e sono stato biasimato da ben tre signore di passaggio, neanche avessi preso il Louvre per Beaubourg. Nei dintorni, domina il caso, la natura un po’ sciatta, bassa, crepitante. A bordo strada, finocchietto selvatico a distese; filari di palme intatte (il punteruolo rosso qui non si è fermato). Più giù, invece, tappa alla marina di Arborea. La tranquillità di una spiaggia dall’età media elevatissima: arzilli ottantenni che prendono il sole, coniugi incartapecoriti, costumi d’epoca. C’è una colonia per disabili, ma il caseggiato è fatiscente, un po’ tetro, con panni stesi in un cortile spoglio, carrozzine abbandonate, equipaggiamento ortopedico dimenticato su un muretto. Il salmastro è corrotto da un vago odore di terra putrefatta. Non un luogo incantevole. Ma la zona è molto produttiva: vaccherie, barbabietola, coltivazioni di fragole e angurie. Ho voluto visitare il paese: un’incursione per il rettifilo della via Roma, tra costruzioni fasciste; poi un caffè in un bar oscuro da Saturday night, anche alle tre del pomeriggio.

domenica 28 giugno 2015

Tentativi

Ennesimo concorso risoltosi in nulla di fatto. Continuo a scrivere per inerzia.

mercoledì 24 giugno 2015

I fondelli dell'impulso gerarchico

Non credo esistano sfottò bonari. È una modalità odiosa, di affermazione e/o dominio. Gli animali lottano, gli uomini cagacazzo tentano di fare dell’ironia.